Intervistiamo uno degli uomini che ha contribuito, prima con le sue gesta sportive, poi con i suoi impegni del dirigente, a fare grande la nostra associazione. Mi riferisco a GIORGIO VIMERCATI, classe 1935, che fu uno dei più grandi portieri della nostra squadra di calcio dove ha giocato dal 1949 fino ai primi anni ‘70. Ancora oggi i “vecchi” della nostra città ne ricordano le gesta tra i pali e le sue grandi parate che tanto hanno contribuito alla conquista di trofei, coppe, tornei e campionati vari.

Una volta terminato con il calcio Giorgio non ha dimenticato ciò che sapeva fare, e bene, tra i pali ed ha continuato a rigirarsi il pallone tra le mani dedicandosi però alla pallavolo.

Dopo aver cessato l’attività di giocatore, Giorgio ha continuato a frequentare l’oratorio San Giuseppe e, pressato da vicino dal nostro caro amico don Tarcisio Ferri (che a quel tempo era il coadiutore dell’oratorio), cominciò ad interessarsi alla creazione di una nuova società sportiva dedicata questa volta all’oratorio femminile dove le frequentatrici da tempo chiedevano la formazione di una squadra di pallavolo.

Non fu un lavoro facile: bisognava ricercare dirigenti affidabili, allenatori disponibili ed iscrizione le squadre al campionato C.S.I.; ma l’entusiasmo e la voglia di fare erano tali che Giorgio si buttò nell’impresa anima e corpo avocando da sé buona parte di questi incarichi.

Nacque così, nel 1982, la “Società Sportiva LA CASTÊLA”. Il nome venne scelto una sera mentre Giorgio, Don Tarcisio, Luigi Vergani e Domenico Meneghetti e altri amici (che poi rimasero per lunghi anni al timone della pallavolo bressese), si attardavano al termine di una riunione per discutere degli ultimi dettagli legati alla costruzione della società in Piazza Immacolata. Il nome doveva poter andare bene a tutti: alle ragazze dell’oratorio femminile, alle suore che lo conducevano, a don Tarcisio, allo stesso Giorgio! L’idea di prendere il nome “La Speranza”, che fu uno dei pilastri della storia sportiva di Bresso, venne accantonato perché era un nome troppo legato al calcio; per lo stesso morivo venne scartato “Oratorio San Giuseppe” (era un vero e proprio feudo del calcio), e allora? I nostri amici si stavano scervellando per cercare un nome appropriato quando, guardandosi attorno, lo sguardo di don Tarcisio si pose sulla Madonnina posta in cima alla colonna in Piazza Immacolata, e disse: “Ho trovato, la chiameremo LA CASTÊLA!”. E così fu.

Fin dall’inizio vennero formate due squadre che, tra alterni risultati legati ovviamente alla poca esperienza, disputarono il loro primo campionato organizzato dal C.S.I..

Di lì a pochi anni, le squadre divennero tre, poi quattro, infine cinque: tutte costituitesi all’interno dell’oratorio femminile con sempre maggiore entusiasmo e partecipazione da parte delle ragazze. Anche i dirigenti ebbero una crescita esponenziale, a riprova del crescente entusiasmo che queste ragazze sapevano infondere nei loro sostenitori. E Giorgio era sempre lì, sulla tolda di questo nuovo “incrociatore” dello sport bressese a comandare le operazioni ed a spronare le ragazze a dare il meglio di se stesse.

Necessariamente però il maggior impegno legato alla crescita del numero delle squadre, non era soltanto sportivo ma, purtroppo, economico. Le risorse scarseggiavano e lo sforzo, anche finanziario da parte dei dirigenti, stava diventando insostenibile. Necessitava un intervanto “esterno” che contribuisse a fornire le somme necessarie all’acquisto delle divise, dell’attrezzatura sportiva, delle associazioni, dell’iscrizione ai campionati C.S.I.. Nessuno dei dirigenti aveva contatti che potessero aiutare a trovare sponsor e così, dopo aver “raschiato il barile” degli ultimi soldi in cassa, si pensò di far confluire alcune squadre nella “Società Sportiva LA SPERANZA”, pur mantenendo il nome originario di La Castêla: era l’anno 1995.

Da subito si ottennero risultati definiti dagli organi competenti addirittura eclatanti per le dimensioni di una società assolutamente dilettantistica come la nostra: le ragazze delle classi 1982, 1983, 1984 parteciparono nel 1996 al Campionato Nazionale per la categoria Allieve indetto dal C.S.I. le cui finali si disputavano a Roma. Dopo aver vinto le selezioni provinciali, con il cuore gonfio di entusiasmo e colmo d’orgoglio, si presentarono a Roma dove, con altre 55 squadre provenienti da tutta Italia, disputarono le finali. Fu un torneo entusiasmante dove i successi si sommarono ad altri successi fino ad arrivare alla finalissima. Era assolutamente la prima volta che una compagine di Bresso disputava una finale nazionale! Fu una partita combattutissima, con capovolgimenti di fronte continui e con vantaggi altalenanti.

Alla fine, purtroppo, prevalse la squadra con maggior esperienza e maggior preparazione a questi eventi. Fu comunque un grande successo accedere alle finali nazionali, ma ancora più grande fu la soddisfazione di eliminare tutte le squadre che ci si presentavano contro fino alla finale assoluta: “Al momento di scendere in campo ci tremavano le gambe” ci ha confidato una delle ragazze che partecipò alla storica partita, “ma sul campo ci siamo trasformate in tante leonesse e soltanto l’esperienza ci ha fatto difetto! Siamo comunque tornate a Bresso orgogliose per ciò che avevamo fatto e conquistato”.

Si sa che l’entusiasmo è un esempio accattivante e porta con sé altro entusiasmo. Così accadde che al traino dei successi femminili, si accodarono anche i maschi che con sempre maggiore insistenza cominciarono a chiedere di formare squadre di pallavolo maschile. Il buon Giorgio, sempre attento ai problemi ed alle aspettative dei giovani, cominciò a ragionarci sopra e ad attivarsi per valutare la possibilità di questa “new entry” nella pallavolo, fino a realizzarla!

Sempre nel 1996 la squadra Allieve 1985 partecipò a Gatteo Mare al Torneo a 16 squadre indetto dal C.S.I.. la squadra allenata da Marco Frasca disputò gare dall’eccezionale rendimento classificandosi PRIMA ASSOLUTA. L’anno successivo, allo stesso Torneo, la squadra Seniores allenata da Andrea Tagliabue, al termine di gare entusiasmanti contro squadre di ben più lignaggio rispetto alla nostra, si classificò SECONDA.

Il magnifico comportamento di tutte le nostre squadre nei tornei di categoria, portò, oltre che i successi, nuovamente problemi legati all’organizzazione ed all’aspetto economico; era evidente, infatti, che aumentando il numero delle squadre iscritte ai campionati, necessitava una maggior organizzazione ed un maggior sforzo economico che neppure la Speranza, con tutto l’impegno e la volontà dei suoi dirigenti, riusciva a supportare.

Nacque così l’idea di una fusione con l’UNIONE SPORTIVA CIRCOLO GIOVANILE BRESSO che, forte di anni di esperienza nella pratica del calcio, vantava un’ottima organizzazione ed assistenza ai propri iscritti in virtù di una classe dirigente estremamente attiva. Dai primi contatti un po’ timidi per verificare la fattibilità, si passò a riunioni sempre più approfondite fino a passare a quelle programmatiche ed infine arrivò la sospirata fusione.

Venne così fondata nel 1998 la POLISPORTIVA CIRCOLO GIOVANILE BRESSO che, oltre al calcio, inglobò la pallavolo maschile e femminile, la pallacanestro maschile (che purtroppo ebbe vita breve) e la sezione amatoriale di calcio, ciclismo e corsa: un “colosso” all’interno della città di Bresso che con questa “operazione” arrivò a circa 550 ragazzi iscritti nelle proprie fila.

La prima “uscita” dai confini cittadini avvenne nello stesso 1998 con la squadra Allieve 1984 che partecipò al Torneo Nazionale di Marilleva (TN) indetto dal C.S.I. classificandosi 12° su trentasei partecipanti.

Nel frattempo l’artefice principale della pallavolo bressese, Giorgio Vimercati, raccolse un’altra soddisfazione personale venendo premiato dal Cardinale Carlo Maria Martini quale “miglior allenatore” del C.S.I..

Come Giorgio aveva previsto, il “matrimonio” con la Polisportiva non tardò a dare i suoi frutti: la miglior organizzazione, il maggior coinvolgimento dei ragazzi, il numero sempre maggiore di iscritti, grazie anche alla nascita della Scuola Pallavolo, hanno portato addirittura il settore pallavolo a superare, come numero di squadre iscritte ai campionati, il settore calcio.

Inoltre, la “prima squadra maschile” allenata da Paolo Ventimiglia, grazie a campionati entusiasmanti, è riuscita addirittura ad approdare in SERIE B2.

Questa è la prova che il lavoro paga sempre: la Polisportiva Circolo Giovanile Bresso è diventata grande certamente grazie alle imprese dei suoi atleti, ma soprattutto grazie ai suoi dirigenti che hanno saputo coniugare il piacere di stare in mezzo ai giovani con il lavoro improntato alla massima serietà e spirito organizzativo.

E Giorgio Vimercati? Anche Giorgio ha raccolto il frutto di tanto lavoro e tanto sacrificio: attualmente fa parte della Consulta delle Società Sportive affiliate al C.S.I.: un incarico che non rende ricchi finanziariamente ma che arricchisce notevolmente sotto l’aspetto morale di chi ha fatto della rettitudine la propria ragione di vita.

Grazie Giorgio

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