PCG BAR con… Il Pres

  • 4 Gennaio 2022
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Ultima intervista, la più importante, presentati!

“Ciao a tutti! Il mio nome è Marco Tagliabue”

 

–          Ciao Marco! Qual è il tuo ruolo all’interno della Polisportiva?

“Ho avuto tanti ruoli nella mia avventura al PCG. Sono stato giocatore, allenatore e dirigente fino ad ora, che sono il Presidente”

–          Che cosa significa per te il PCG Bresso e da quanti anni ne fai parte?

“Non sembra ma è passato davvero tempo, infatti ho cominciato a far parte della PCG Bresso (allora solo Circolo Giovanile Bresso) nel lontano 1986. Dopo aver giocato tra Cusano e Seregno per qualche anno ed aver smesso tra i 14 ed i 17 anni, il Checco mi ha convinto a fare l’allenatore dei pulcini, poi ho ricominciato in Juniores per approdare a 18 anni in Prima Squadra, dove ho giocato per 12 anni, chiudendo la carriera a 30 anni con la vittoria del secondo campionato da giocatore e, orgogliosamente, da capitano. Ho ricominciato un po’ per gioco ed un po’ per passione, poi la cosa mi ha preso ed è diventata parte della mia vita. Per me lo sport è divertimento, sfida, voglia di creare qualcosa di bello ma soprattutto amicizia e tutto questo è rappresentato nella Polisportiva, un ambiente in cui mi sono realizzato innanzitutto come persona”

 

–          Cosa ti lascia a livello umano questo tuo ruolo?

“Il PCG Bresso è una grande famiglia che si fonda sui valori dello sport per educare alla vita e guardando all’umanità delle persone. Essere Presidente è il coronamento quasi naturale di un percorso iniziato tanto tempo fa: a 17 anni tiravo le righe del campo (col signor Mori, per noi un maestro di vita) poi ho allenato, ho giocato, ho fatto il segretario, poi il consigliere. Mi restava solo questo e lo faccio con grande senso di appartenenza. Il mio ruolo è fare in modo che tutte le sezioni della nostra grande famiglia siano in salute finanziaria, che i nostri allenatori si occupino della formazione umana e sportiva dei ragazzi di cui abbiamo la responsabilità educativa e che la nostra realtà sia radicata nel territorio e contribuisca al bene comune. Interpreto il mio ruolo come un servizio a questa società, che è più grande della somma dei fattori che la compongono. Il mio ruolo mi dà la possibilità di contribuire attivamente alla vita della nostra comunità sportiva e civile”

 

–          Hai qualche aneddoto divertente da raccontarci?

“Un aspetto divertente della nostra amicizia è la cosiddetta cena della prostata: da tanti anni assieme ad amici e dirigenti della Polisportiva di vecchia data ogni due mesi organizziamo delle cene con specialità delle varie regioni di provenienza dei commensali per celebrare il nostro volerci bene. Ci troviamo nel rifugio di Brioschi a Nova: lascio a voi indovinare i motivi del nome dell’evento. Un altro fatto simpatico è che da quando faccio il presidente tutti hanno preso a chiamarmi “Pres” e qualcuno forse lo fa senza conoscere il mio vero nome”.


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